KANJI

I Kanji (漢字) sono i caratteri di origine cinese utilizzati, insieme ai sillabari di Hiragana e Katakana, nella scrittura della lingua giapponese.

Un Kanji rappresenta la radice, ovvero la parte invariabile di sostantivi, verbi e aggettivi giapponesi ed è composto da un certo numero di tratti, da eseguire durante la sua scrittura secondo un ordine prestabilito.

Ogni Kanji ha in genere almeno due pronunce, la pronuncia on (yomi), di derivazione cinese, e la pronuncia kun (yomi), ovvero la nuova pronuncia attribuita al carattere dopo la sua importazione in Giappone.

Ad esempio il Kanji di “persona” 人 presenta la pronuncia on=  jin/nin e la pronuncia kun= hito.  Il kanji di “acqua” 水, la pronuncia on= sui e la pronuncia kun= mizu ecc.

Le parole possono essere costituite da un solo Kanji, ma nella maggior parte dei casi da più Kanji insieme, spesso non uniti per ragioni di significato, ma per questione fonetica.

Originariamente i Kanji rappresentavano dei semplici elementi della natura, degli oggetti o dei concetti astratti. Con i secoli si sono modificati, evoluti, ma soprattutto stilizzati, perdendo la funzione di rappresentare un elemento e assumendo funzione prevalentemente fonetica.

In totale esistono circa 70.000 Kanji, ma per comprendere la lingua giapponese odierna è sufficiente conoscere fino a 1945 caratteri. I Kanji studiati negli anni della scuola dell’obbligo giapponese ammontano attualmente a un totale di circa 2136.

I Kanji, nonostante le apparenze, risultano essere molto utili per un’efficace comunicazione scritta.

La lingua giapponese è infatti ricca di parole omofone, che in alfabeto hiragana o katakana risulterebbero scritte nello stesso modo, ma che diventano facilmente distinguibili grazie all’uso di Kanji differenti.

Ad esempio per la pronuncia kami si hanno molteplici significati diversi, a seconda del Kanji utilizzato: 神 divinità, 髪 capelli, 紙 carta ecc.

Ecco quindi mostrata l’importanza dell’uso dei Kanji anche al giorno d’oggi, sia per comprendere la letteratura tradizionale che per queste caratteristiche peculiari della lingua giapponese.