SAMURAI – SIGNIFICATO

Samurai, che deriva dal verbo saburau (servire), significa “coloro che servono”, in questo caso, la nobiltà. Con il termine Samurai, risalente al periodo Edo (1603-1868) durante il quale il Giappone era governato dallo Shōgun, si fa riferimento alla nobiltà guerriera, addestrata al dovere e alla fedeltà assoluta.

samurai imagesNel Giappone feudale i Samurai erano una casta colta, che praticava numerose arti, non solo marziali, ma anche zen, della calligrafia (shodō) e del tè.

Coloro i quali non servivano più un padrone, perché morto o perché ne avevano perso la fiducia, assumevano una connotazione dispregiativa e prendevano il nome di Rōnin (“uomo onda, libero da vincoli”), ed erano spesso artefici di saccheggi e barbarie, da non confondere però con le pratiche dei ninja.

I Samurai seguivano infatti un rigido codice d’onore chiamato Bushidō. Questo prevedeva delle severe norme non solo di disciplina militare, ma anche, e soprattutto, morali. Qualora il guerriero venisse meno a qualcuno di questi principi, esso veniva condannato al disonore e doveva espiare la sua colpa attraverso un suicidio rituale (seppuku o harakiri). Il Bushidō si basa su sette principi, ovvero: onestà e giustizia, eroico coraggio, compassione, gentile cortesia, completa sincerità, onore, dovere e lealtà. Si tratta di un codice morale ispirato ai principi del buddhismo e del confucianesimo.

Le armi predilette dai Samurai erano lo shigetou (arco asimmetrico lungo due metri in legno laminato e laccato), la lunga katana (famosa spada di origine nipponica) e la più corta wakizashi (spadino utilizzato anche per suicidarsi).

La classe dei Samurai venne poi abolita in favore di un esercito nazionale in stile occidentale con l’avvento della restaurazione Meiji (alla fine del diciannovesimo secolo), ciononostante la sua popolarità le ha permesso di sopravvivere fino ai giorni nostri nell’immaginario collettivo.

Chiara “Midori” S.