KUNOICHI

Tra le fila dei ninja non era strano trovare anche delle donne, chiamate kunoichi (くの一); si pensa che il loro nome derivi dall’ordine dei tre tratti usati per scrivere il kanji di donna, onna (女).
Considerate non solo meno sospette degli uomini in certi frangenti, si riteneva fossero perfette per sedurre, estorcere informazioni e poi eliminare, nel caso, gli obbiettivi chiave o di spicco. Date queste caratteristiche, esse avevano un addestramento differente dagli uomini. Venivano allenate per essere maggiormente esperte nel combattimento corpo a corpo, erano in grado di utilizzare oggetti di tutti i giorni o addirittura indumenti come armi; nel travestimento, tra cui spiccavano quelli da geisha, da chiromante o anche da prostituta; e nell’uso dei veleni, in cui spesso venivano imbevute le loro lame, nascoste di solito tra i capelli o nelle pieghe di ventagli ed abiti.
Al contrario di quello che si possa pensare (considerando anche la mentalità tipica dell’epoca), shinobi e kunoichi non venivano trattati in modo differente, ma avevano pari dignità ed importanza a prescindere dal sesso. Il loro nome tradotto significa infatti “uno dei nove”, a sottolinearne lo spessore strategico, in contrasto con la cultura del periodo feudale.

Francesco M. “El” Fiore