Viviana in Giappone

Lo scorso Novembre sono volata in Giappone per ricaricare le batterie con un viaggetto solitario… ..adoro questo paese, e infatti benché con questa ci sia già stata 8 volte, ho intenzione di ritornare non appena possibile!😍

Di solito il mio viaggio inizia e si conclude all’aeroporto Kansai International (Osaka), ma in questa occasione non avendo tanto tempo, ho preferito arrivare e partire da 2 luoghi diversi per non dover sprecare ore preziose in spostamenti: ho trovato un’ottima ed economica soluzione arrivando al Chubu international airport (Nagoya) e partendo da Narita (Tokyo). Personalmente

volo sempre con Finnair e mi trovo benissimo! 😀

La prima tappa del mio viaggio è Kyoto, città che amo e dove passo sempre alcuni giorni: qui convivono natura e modernità, luoghi di grande spiritualità con altri perfettamente mondani, storia e cultura…

Kyoto è una città a misura d’uomo, servita da una rete di autobus comodissimi e semplici da utilizzare che ti porta ovunque mentre ammiri il paesaggio, e qui mi sento totalmente a mio agio e casa…

E altro punto forte, da Kyoto si può sempre fare un salto alla vicina Osaka per una giornata di shopping sfrenato! 🤩

In questo periodo dell’anno poi Kyoto è perfetta per ammirare i vividi colori autunnali prendendo parte alle tante iniziative proposte dagli innumerevoli templi buddisti qui presenti (il periodo migliore per questo tipo di attività va da metà Novembre a metà Dicembre).

Kyoto è attraversata dal bellissimo fiume Kamo, e a me piace soggiornare nelle sue vicinanze, per concedermi lunghe passeggiate mattutine e serali sul sentiero ciclopedonale che lo costeggia per chilometri… Niente di meglio che cominciare la giornata facendo colazione con un onigiri e un caffè caldo acquistati in un conbini e gustati seduta sulla sponda del fiume, mentre gli aironi stanno appostati nell’acqua in attesa di un pesce per consumare anch’essi il loro pasto! 🍙

Impossibile qui raccontare di tutti i luoghi magici e speciali visitati, però una zona che mi piace particolarmente e dove anche in questa occasione ho trascorso una giornata molto carina è quella intorno al Ginkakuji.

..i negozietti di prodotti tipici e souvenir raffinati sulla via per arrivarci dalla fermata dell’autobus, il giardino di pietre del Ginkakuji stesso, i santuari scintoisti nascosti tra gli alberi nei suoi dintorni, e poi la Tetsugaku no michi – la ‘passeggiata dei filosofi’- un sentierino in mezzo al verde che porta verso le colline di Higashiyama e i loro bellissimi templi, costeggiando un piccolo fiume – che qui ha più le dimensioni di un torrente grazioso – lo Shirakawa, costellato di piccoli caffè; luoghi deliziosi dove chiudere Google Maps e perdersi un po’!

Stupendo il tempio buddista Eikandou, elegantissimo nella sua veste autunnale, dove ho assaporato per la prima volta l’amazake (una bevanda di riso dolce, densa e calda dal colore bianco) seduta in un localino tradizionale nel precinto del tempio… ..che meraviglia!!

Da qui ho lasciato che i piedi mi portassero dove volevano, arrivando non so bene come in un luogo un po’ misterioso e fuori dal tempo, Keage Incline; si tratta un sistema di canali, dighe e binari (di epoca Meiji credo) che collegano Kyoto al lago Biwa, utilizzato fino agli anni ’50 e oggi in disuso ma molto carino da visitare, avvolto in un’atmosfera serena e silenziosa nonostante sia a 2 passi dalle zone più turistiche della città.

Dopo questo momento di raccoglimento mi sono immersa nella vita brulicante di Nene no Michi, Ninenzaka e Sannenzaka, le vie che conducono al tempio Kiyomizudera, con i loro antichi edifici, i tanti negozi e caffè tipici, e qui mi sono fermata per una cenetta a base di yuuba, un piatto delizioso locale a base di tofu).

A questo punto mi sono diretta al tempio Kodaiji, illuminato per l’autunno da giochi di luci colorate, poi al Kiyomizudera, dove sempre per l’occasione si teneva un concerto di musica moderno-tradizionale, e ho concluso la serata al santuario scintoista di Yasaka, anch’esso illuminato e con tante bancarelle di cibo tipiche dei matsuri, dove mi sono gustata dei deliziosi takoyaki!🍢🍡🍜

Altri luoghi tra i miei preferiti sono il santuario di Fushimi Inari, dove si sale fino in cima alla montagna passando sotto centinaia di torii rossi – immersi in un’atmosfera misteriosa e spirituale al tempo stesso – tra statue di volpi e gatti addormentati; il mercato coperto di Nishiki, affascinante e stipato di negozietti di cibo colorato e l’annessa galleria Shinkyougoku piena di negozi carini (qui si trovano souvenir, abbigliamento, manga e relativi gadget, e persino un cinema multisala); le zone intorno alla città come il monte Kurama patria dei misteriosi Tengu👺, il monte Hiei con la funicolare che scende fino al lago Biwa, Kibune e Ohara con le onsen (le sorgenti termali) all’aperto dove rilassarsi immersi nell’acqua caldissima ammirando le foglie colorate, e Arashiyama, con il parco delle scimmie che ti rubano il cibo dalle mani e la foresta di bambù altissimi che nasconde nel suo profondo un piccolo santuario scintoista… 🎋🐒

Bellissima Kyoto, una città dove tornare più e più volte e scoprire sempre qualcosa di nuovo, un caffè raffinato in mezzo a un bosco, un tempio o un santuario dove rigenerarsi e centrarsi nella calma e nel silenzio della natura e tanto altro! 😍

Dopo Kyoto ho fatto tappe brevi in 3 località un po’ meno famose qui da noi, ma che appartengono alla mia lista di luoghi ‘mitici’ che ero curiosa di visitare da un bel po’.

Ise è una cittadina a un paio d’ore di treno da Kyoto nella prefettura di Mie, in cui si trova il più importante santuario scintoista della nazione, quello dedicato alla Dea del sole Amaterasu.

Nonostante io preferisca l’atmosfera intima dei santuari e templi più piccoli e meno rinomati, devo dire che l’aria di sacralità che si respirava era veramente notevole e sono felice di aver fatto tappa qui, anche se un po’ velocemente…

Kanazawa, spesso soprannominata la piccola Kyoto a causa del suo distretto commerciale antico, dalle case in legno e i negozi di souvenir eleganti è stata la meta successiva.

Anche qui mi sono fatta una bella passeggiata sul lungo fiume, e ho gustato dei morbidissimi mochi (dolcetti deliziosi di riso glutinoso) cosparsi della foglia d’oro che costituisce la produzione tipica del posto!

Matsumoto, nella prefettura di Nagano, ha costituito la ‘scoperta’ di questo viaggio, l’ho scelta come tappa attirata dal soprannome dato al suo castello dalle pareti nere, Karasujo – castello corvo – e non sapevo nulla di questa cittadina… 🏯

..ma una volta arrivata sono stata felicissima di essermi affidata all’intuito!

A parte il castello, effettivamente affascinante, mi è piaciuta l’atmosfera molto curata e limpida che si respirava per le strade, l’aria serena e rilassata del posto.

Per caso poi sono capitata nel mezzo del matsuri di un santuario scintoista che si trova proprio vicino al castello, Yohashira jinja, per cui la giornata era particolarmente gioiosa e vivace! ⛩

Appena fuori dal santuario c’è una strada perfetta per gli amanti delle rane, Nawatedori, in cui si trovano gadget a rana di ogni tipo, statue e persino un piccolo tempietto a loro dedicato! 🐸

Un’altro luogo interessante è la Kaichi Gakko, una delle prime scuole elementari del Giappone, i cui edifici di epoca Meiji ospitano ora un bel museo, dove è anche possibile acquistare quaderni originali utilizzati dagli studenti che la frequentavano!

Ho concluso la mia giornata a Matsumoto facendo shopping al centro commerciale Aeon Mall – molto carino quello di qui! – dove ho cenato in uno dei tanti ristorantini dall’aria deliziosa per poi gustarmi un bel film in giapponese (Narratage) nel cinema all’interno dello stesso Mall!

A Tokyo mi piace scegliere come base per le mie esplorazioni una zona diversa a ogni viaggio e in questa occasione è toccato al quartiere di Akabane, nella zona a nord della città…

..e mi sono dedicata più che altro all’esplorazione di quest’area molto residenziale ma carina, con le sue stradine che fanno su e giù per le colline e i suoi piccoli santuari e templi nascosti…

..insomma, non proprio la Tokyo classica, ma in questo viaggio avevo più voglia di quiete e raccoglimento che non di stare sempre in mezzo a persone, luci e movimento.

Comunque anche in questa zona più appartata sono stata accolta in modo molto caloroso e affettuoso dai miei ospiti giapponesi, e ho avuto occasione di conoscere altri viaggiatori dal mood un po’ raccolto come il mio con cui condividere colazioni e cene piacevoli e divertenti 🍵!

Questo secondo me è uno degli aspetti più belli del viaggio solitario, ti porta ad aprire il cuore agli incontri e ai luoghi in modo naturale e semplice…

In ogni caso un giretto classico sulla Omotesando a guardare i negozi e a Harajuku nella folla di Takeshitadori l’ho fatto ed è stato divertente come sempre! 😄

Altro posticino interessante, soprattutto x gli amanti dei gatti come me, è la Yanaka Ginza, una via pedonale tutta in discesa, che parte dalla fermata di Nippori sulla JR Yamanote line (su questa linea si può usare il JRPass ed è super conveniente perché si arriva quasi ovunque senza prendere la metro).

In questa zona c’è qualsiasi cosa possibile a tema felino, dai gadget ai dolci, ai cat cafè veri e propri, un paradiso da gattare! 🐱

E da qui si arriva a piedi fino a Ueno, col suo bellissimo stagno di loti (anche se in questa stagione rimanevano solo i gambi secchi) e tanti musei, templi e santuari interessanti, oltre che allo zoo con il panda gigante! 🐼

Per finire mi sono piaciuti molto anche il Natsume Soseki Memorial Museum 📖 nella zona di Kagurazaka, il 2121 Design Sight nella zona di Roppongi e il National Art Centre sempre lì vicino, anche se la fila per entrare in quest’ultimo era interminabile.

In ogni caso Tokyo è talmente sconfinata, una dimensione totalmente diversa e a sé.. Mi piace tanto, ma a volte mi sento un po’ soffocare dalla sua estensione immensa. Quando capita mi metto a camminare senza meta per strade e quartieri, e a poco a poco i piccoli dettagli invisibili a un passaggio veloce catturano la mia attenzione, e torno a percepire l’aspetto più umano dei luoghi anche in questa città gigante.

ATAMI

Ho scelto Atami (cittadina costiera a un’ora da Tokyo e tappa dell’antica via Tokaido), come penultima tappa del mio viaggio attratta dal suono del suo nome e dalla vista sulla sua baia che tante volte ho ammirato da un finestrino dello Shinkansen 🚄… Inoltre mi pareva una base perfetta per esplorare la penisola di Izu e per trovare qualche bel punto di osservazione sul monte Fuji. 🗻

Una bella scoperta è stata il Kinomiya jinja, un santuario scintoista ricco di energia, dove si trova un albero sacro vecchio di 2000 anni!🌳

Era la prima volta che mi trovavo in presenza di una creatura tanto antica, e sono rimasta davvero impressionata dalla sua pacifica eppure tangibile forza…

Mi è piaciuto molto anche Izusan jinja, in cima al monte Izu, e benché si possa arrivare comodamente dalla stazione con una breve corsa in autobus, è molto più interessante salire a piedi lungo la scalinata che parte dalla costa e sale dritta dritta fino all’altezza di 800m dove si trova il santuario!

Alla base della scalinata c’è una piccola sorgente termale dove immergere i piedi e rilassarsi in preparazione alla salita (e anche un’onsen vera e propria), e dalla scalinata stessa si gode una vista stupenda sulla baia.

Una volta visitato il santuario si può prendere il sentiero (un po’ ripido) che porta nel bosco e fino alla cima vera e propria del monte, da cui si gode un panorama fantastico, oppure prendere l’autobus e dirigersi al MOA, museo piacevole di arte tradizionale dove concedersi anche un ottimo pranzo o spuntino, prima di tornare verso la stazione.

Dopo una notte ad Atami mi sono addentrata un poco nella penisola, fino alla cittadina di Ito e ho passato una giornata piacevolissima: dalla stazione sono arrivata in autobus alla base del monte Omuro e da qui sono salita con la seggiovia lungo le sue tondissime pendici fino alla cima.

Essendo il monte Omuro un vulcano spento, 🌋un sentiero percorre tutto il contorno dell’antico cratere costellato da statue di Jizou – divinità protettrice dei viandanti- offrendo una bellissima vista sul mare e sul monte Fuji.

Proprio di fronte alla stazione di partenza della seggiovia poi c’è l’ingresso dell’Izu Shaboten doubutsu koen, uno zoo che val la pena di visitare perché ospita una grande famiglia di capibara! Si può entrare nella zona a loro riservata, accarezzarle e offrir loro del cibo, e persino guardarle fare il bagno nella loro sorgente termale privata, davvero adorabili!! 😍

Tornata a Ito ho concluso la gita con una passeggiata sulla bella spiaggia di nera sabbia vulcanica, ripromettendomi di tornare nel mio prossimo viaggio per continuare l’esplorazione della penisola!

Il tempo è volato, e benché questo soggiorno giapponese mi abbia rinvigorita e ricaricata, sono arrivata un po’ triste all’ultima tappa del mio viaggio… 😢

Non vorrei mai lasciare questa terra dall’altra parte del mondo che amo tanto e in cui mi sento più a casa che a casa… ..però devo dire che nonostante fossi un po’ incerta su questa scelta, la giornata trascorsa a Narita ha costituito un’ottimo modo di trascorrere queste ultime ore giapponesi: anche qui sono stata così fortunata da arrivare in una giornata di matsuri, per cui la via che conduce dalla stazione fino al Naritasan – un parco immenso dove sorge un tempio buddista molto bello, oltre che dall’atmosfera un po’ magica e misteriosa – era brulicante di bancarelle e persone, cosi come la zona all’ingresso del tempio; proprio l’atmosfera gioiosa che ci voleva per dimenticare la tristezza della partenza imminente! 😊

Ho scoperto che la specialità locale è il latte, che ho assaporato in una versione fantasiosa di budino racchiuso in una palloncino di gomma scoppiabile molto carina e divertente, in uno dei localini dall’aria antica che si trovano lungo la via per il tempio!

..e con Narita si è concluso anche questo viaggio in Giappone, dove ancora una volta ho lasciato un po’ di cuore insieme all’ombra dei miei passi…

Ciao Giappone caro, a presto!!

marzo 2018